
La giustizia vista dai piccoli alunni della scuola primaria Luigi Minervini di Rieti, tra curiosità e domande rivolte a giudici e avvocati che li hanno accolti nell’aula Caperna del tribunale. Una mattinata insolita per due quarte elementari, accompagnate dalle maestre Roberta Grassi, Cinzia Ciani, Fabiola Casciani, Anna Rita Pompei e Alessandra Virardi, in una bella iniziativa, che si spera faccia da apripista per altri istituti, calata nel programma di Educazione civica per favorire l’incontro ravvicinato tra la scolaresca e due magistrati che hanno già maturato con la toga una lunga esperienza: il presidente supplente del tribunale, Costantino De Robbio, e il presidente di sezione penale a Roma, Carlo Sabatini, letteralmente tempestati di domande su tutto ciò che ha acceso l’interesse negli alunni e che hanno trovato pronta risposta da parte dei due magistrati e del sostituto procuratore Edoardo Capizzi. C’era da capire come funziona la giustizia, perché i cittadini vanno in tribunale, quale ruolo svolgono giudici e avvocati, perchè le toghe sono nere, che cosa rappresentano i cordoni agganciati sulle spalle (i diversi colori corrispondono al singolo ruolo ricoperto da di chi li indossa) e perché viene allacciato il bavaglino, come anche qual’ è la ragione per cui dentro l’aula c’è un gabbiotto con le sbarre, come si svolge un processo e il motivo per cui le persone vanno in carcere. Insomma, una curiosità dilagante alla quale non si sono sottratti alcuni avvocati del foro di Rieti (Attilio Ferri, Antonella Aguzzi, Francesco Inches, Carla Palumbo, Arianna Del Re, Morena Fabi e Marco Arcangeli) che hanno tenuto a battesimo il primo viaggio degli allievi nel mondo della giustizia, proseguito poi con una visita guidata dai magistrati nelle cancellerie, dove, è stato spiegato, vengono preparati i fascicoli per i processi penali e civili. Qualche alunno non ha nascosto di essere rimasto affascinato da quel mondo tutto nuovo e conosciuto fino a quel giorno solo attraverso i racconti e le parole dei grandi, dimostrando di avere le idee chiare sul suo futuro. Se poi indosserà la toga da avvocato o da giudice, si vedrà.